Il popolo di Dio, almeno quello di nazionalità italiana, è veramente un paradosso.
Da una recente inchiesta pubblicata sulla Stampa, risulta che solo il 20 per cento degli italiani si reca a messa o è attivo nella pratica religiosa, mentre ben il 70 per cento si dichiara "cattolico".
Pochi leggono il Vangelo, pochi si attengono ai precetti religiosi, ma tutti vogliono la grande cerimonia dei battesimi, cresime e matrimoni. Insomma, viva il rituale svuotato dal valore spirituale (questo accadeva ai tempi degli antichi Egizi).
Andare a un battesimo in questo periodo è sinonimo di caos in Chiesa. Genitori muniti di telecamere e macchine fotografiche che saltellano in ogni dove alla ricerca dell'inquadratura perfetta per documentare questo momento solenne. Urla e suonerie di telefonini. Qualcuno si scandaliza se il prete si indigna.
Ai matrimoni lo sfarzo. Il più bel giorno della vita. Il momento che tutte le donne sognano: abito bianco, l'ingresso in chiesa, l'organo che suona, i fiori, gente commossa. E il prete in attesa.
Che la Chiesa abbia sempe raggiunto dei compromessi con il popolino per fare quantità, questo è affare loro. Che la Chiesa voglia affermare la propria posizione o il prorpio potere, anche se non condivisibile, è affare loro.
Unico dato certo è che la Chiesa è priva di coerenza. Passi l'accoglienza delle pecorelle smarrite, ma una volte recuperate le pecorelle dovrebbero avere un atteggiamento diverso. Passi il fatto che i "mercanti" bivacchino tranquillamente nel tempio. Però, se la direzione voluta da Benedetto XVI è quella di un ritorno alla spiritualità e alla tradizione della chiesa primitiva, a un ritorno dell'uso del messale tridentino e quindi al latino, forse il santo Padre dovrebbe rivolgere in prima battuta i suoi discorsi ai propri fratelli in tonaca, in modo tale che poi, anche le pecorelle del gregge vengano ben guidate dai propri pastori.
Come si può accettare di avere un popolo completamente a digiuno dei precetti, delle sacre scritture? Come si può continuare a essere conniventi con personaggi che sono lontani da qualsiasi concetto di peccato? Per voler tornare alle tradizioni, i nostri tonacati sono un pò indietro.
Leggo spesso che la Chiesa è fondata da Cristo (premetto che chi scrive si reputa comunque un ammiratore di un personaggio storico forte, coraggioso, rivoluzionario e intransigente come Gesù ), anche se sarebbe più corretto scrivere e dire fondata sulla figura del Cristo (cosa ben diversa); ma allora la domanda sorge spontanea: i succesori hanno sbagliato completamente strada?
Gesù scaccia i mercanti dal tempio, con tutto quello che ne implica anche metaforicamente.
Gesù è un conservatore ultra ortodosso; non solo ribadisce l'alto valore morale e etico dei dieci comandamenti affermando che non è venuto per abrogare la Legge, ma a compiere la Legge. Non basta più non commettere il fatto, non bisogna neanche pensarlo.
Gesù è contro la ricchezza e non solo metaforicamente (figuriamoci dell'opulaneza degli ambienti clericali).
Che Gesù fosse un profondo conoscitore dell'uomo è lampante. Era un profondo conoscitore anche degli uomini che frequentavano le sinagoghe e della loro ipocrisia "[...] quando pregate non siate come gli ipocriti che amano pregare stando dritti nelle sinagoghe [...] per farsi notare dagli uomini.[...] Ma tu, quando vuoi pregare, entranella tua camera, e serratone l'uscio, prega il Padre tuo che sta nel segreto, e il Padre tuo che vede nel segreto te ne darà la ricompensa". (Matteo 6,5).
Io non me la sento , nè posso giudicare nessuno. Ma osservare e riflettere si, questo mi è concesso. E la sensazione che mi viene è che qui, qualcuno, se ne approfitti un pò.
Se la Chiesa, la Tradizione, la formulazione dei dogmi prende spunto da altro (Paolo di Tarso, Imperatori, s. Agostino, Papi, etc) (per i dogmi che sono storia recente: verginità di Maria: 1854; infallibilità (???) del Papa: 1870, giusto a titolo esemplificativo) allora diciamocela tutta: non nominiamo il nome di Dio invano.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Io non posso scagliare nulla. C'è gente che dovrebbe stare zitta!