lunedì, 15 ottobre 2007
“Selezione di un soggetto qualificato per l’istituzione, gestione e collocamento quote di uno o più fondi immobiliari chiusi per la valorizzazione del patrimonio immobiliare della Città” lo hanno etichettato in questo modo. In realtà non si percepisce bene il vero senso di ciò che si potrebbe celare dietro questo capitolato. Si perché di capitolato si tratta, e per l’esattezza è quello inerente la bando pubblico relativo all’approvazione con deliberazione n. mecc. 200701474/008, del 18 giugno 2007 delle linee di indirizzo per la dismissione straordinaria di immobili. 

Se il significato dei termini non è un’opinione, per dismissione si intende, in ambito economico vendere. Il Comune di Torino sta vendendo i suoi immobili. Il motivo?

Debiti e magari anche quelli dei derivati.

Ieri sera è andata in onda un’interessantissima puntata di Report sui derivati [di cui ho parlatonel post precendente].

Qualche stralcio della puntata, in modo da capire di cosa stiamo parlando e come poter contestualizzare questa dismissione straordinaria:

Milena Gabanelli racconta dallo studio di Report: “E siamo agli enti locali. Riassumendo: i derivati non sono né buoni né cattivi, ce n’è per tutti i gusti. Quelli semplici assicurano contro il rischio di rialzo dei tassi, quelli strutturati che in versione speculativa, cioè quella vista fino adesso, trasferiscono il rischio sul cliente ignaro e generano giganteschi e rapidi profitti alle banche. Poi ci sono i derivati che piacciono tanto a province comuni e regioni e li stanno facendo a tutto spiano perché oltre a coprirli dai rischi del rialzo dei tassi, fanno saltar fuori dei soldi subito, e possono spostare il debito in là negli anni, che tradotto significa: “Io faccio debiti, ma a pagare sarà chi viene dopo di me”. Ma quanto pagherà? Non si sa, perché il valore di mercato di questi derivati, in gergo mark to market, cambia tutti i giorni. Per esempio il Comune di Torino si è fatto prestare soldi per organizzare le Olimpiadi, ha assicurato il debito acquistando derivati, che oggi perdono.

Viene intervistato l’attuale Assessore al Bilancio della città di Torino, Guido Passoni che ammette che il debito è “Intorno ai 100 milioni di euro di mark to market negativo. La giornalista Stefania Rimini chiede: Siete sotto di 100 milioni euro?” La risposta laconica dell’Assessore è “Si”.
Il povero Passoni non è stato l'artefice di tal pensata, perchè i contratti li ha stipulati il suo predecessore, l'assessore Peveraro che " dopo aver siglato un contratto che ha fatto perdere al Comune 5 milioni di euro, l’assessore Peveraro è stato promosso assessore al bilancio della Regione Piemonte. E con la presidente Bresso hanno sottoscritto 3 derivati con le banche Merril Lynch, Opi e Dexia. Ma con noi non ne vuol parlare." 
Lasciamo perdere il discorso sulla Regione Piemonte e concentriamoci sul Comune.

Viene chiamata opera di valorizzazione del fondo, forse sarebbe più onesto parlare di monetizzazione, almeno si può capire bene cosa sta succedendo. Infatti, la “procedura negoziata per la selezione di un soggetto qualificato per l'istruzione, gestione e collocamento quote di uno o piu' fondi immobiliari chiusi per la valorizzazione del patrimonio immobiliare della citta'”, prevede per questo primo lotto un importo di centomilioni di euro. Che coincidenza! .

Sul sito del comune si trova al seguente indirizzo l’operazione Fondo, talmente trasparente da esser vista da tutti, e proprio perché tutti possono vederla, nessuno si pone il problema del perché si faccia.

 

 

postato da: archeoproteo alle ore 11:16 | Permalink | commenti
categoria:report, torino, derivati, debiti, svendita
lunedì, 15 ottobre 2007
Come la maggior parte degli italiani, ieri sera seguendo la trasmissione Report, sono letteralmente rimasto a bocca aperta.
Mentre si festeggiava la nascita del PD, l'ennesima anomalia italiana veniva messa in piazza: i derivati.
Ho avuto serie difficltà a capire il senso di tutto, ma quello che non mi è sfuggito è che, anche in questo caso, la malafede dei politici e gli interessi dei Poteri Forti sono sempre tra di noi.
Regioni indebitatissime e la voce non viene messa in bilancio (!). Comuni sul punto del fallimento e la Corte dei Conti invita, semplicemente, a prendere provvedimenti. Intere imprese stra indebitate.
Ma cosa vuoi che sia, festeggiamo per i tremilioni di voti al nascente PD.
Qualche stralcio della puntata:

MILENA GABANELLI IN STUDIO
E siamo agli enti locali. Riassumendo: i derivati non sono né buoni né cattivi, ce n’è per tutti i gusti. Quelli semplici assicurano contro il rischio di rialzo dei tassi, quelli strutturati che in versione speculativa, cioè quella vista fino adesso, trasferiscono il rischio sul cliente ignaro e generano giganteschi e rapidi profitti alle banche. Poi ci sono i derivati che piacciono tanto a province comuni e regioni e li stanno facendo a tutto spiano perché oltre a coprirli dai rischi del rialzo dei tassi, fanno saltar fuori dei soldi subito, e possono spostare il debito in là negli anni, che tradotto significa: “Io faccio debiti, ma a pagare sarà chi viene dopo di me”. Ma quanto pagherà? Non si sa, perché il valore di mercato di questi derivati, in gergo mark to market, cambia tutti i giorni. Per esempio il Comune di Torino si è fatto prestare soldi per organizzare le Olimpiadi, ha assicurato il debito acquistando derivati, che oggi perdono.

GIANGUIDO PASSONI- Assessore Bilancio Comune Di Torino
Intorno ai 100 milioni di euro di mark to market negativo.

STEFANIA RIMINI
Siete sotto di 100 milioni euro?

GIANGUIDO PASSONI- Assessore Bilancio Comune Di Torino
Si.
Il Povero Passoni non è stato l'artefice di tal pensata, perchè i contratti li ha stipulati il suo predecessore, l'assessore Peveraro che " dopo aver siglato un contratto che ha fatto perdere al Comune 5 milioni di euro, l’assessore Peveraro è stato promosso assessore al bilancio della Regione Piemonte. E con la presidente Bresso hanno sottoscritto 3 derivati con le banche Merril Lynch, Opi e Dexia. Ma con noi non ne vuol parlare."  [Giusto a titolo informativo, il comune di Torino, per recuperare soldi, sta svendendo il proprio  patrimonio immobiliare, andate sul sito del Comune a verificare al seguente link Torino parte dal fondo].
La giornalista di Report che segue il servizio continua "Quindi per capire quanto ci hanno lucrato le banche ci siamo fatti fare un pricing cioè una valutazione alla sottoscrizione, e il risultato è molto interessante[...] Il profitto atteso secondo un’ulteriore consulenza si aggira per Merril Lynch intorno ai 20 milioni di euro, che aggiunti a quelli di Opi e Dexia porta il conto a sfiorare i 60 milioni. Adesso si capisce perché gli Enti territoriali italiani visti da Londra sono diventati la gallina dalle uova d’oro. "
Incalza la Milena Gabanelli dallo studio: " Se le banche si aspettano di portare a casa sui 60 milioni di euro, vuol dire che qualcun altro ce li rimette, nello specifico la regione Piemonte, cioè dei contribuenti. Sarebbe stato opportuno mettere a confronto diverse banche per vedere chi praticava l’offerta migliore, magli enti che sono obbligati a fare le gare quando devono comprare le matite alle scuole, non lo sono quando ci sono in ballo milioni di euro. Però la regione potrebbe quanto meno verificare l’esattezza della stima e attivarsi per recuperarli"
La Bresso si rifiuta di parlare.

La cosa scandalosa, è che questi derivati sono un prodotto "straniero" e le bache estere hanno attaccato il nostro territorio, ma prima di farlo si sono informati sui meccanismi della nostra vita pubblica, e il fatto allucinante è che sia stata: LINDA LANZILLOTTA - Ministro per gli Affari Regionali, che dichiara:"Sono stata consulente in linea generale, cioè io non ho seguito singole operazioni perché non l’ho voluto mai fare. Generalmente la mia attività è stata quella un po’ di far capire il sistema pubblico a una grande banca internazionale che quindi ha una scarsa conoscenza dei meccanismi dei bilanci regionali locali e quando mi è capitato anche segnalare agli amministratori quali erano le implicazioni di questi strumenti."
I miei complimenti, vivissimi.
Quanto è stata veritiera la frase di D'Alema, rilasciata quest'estate su Repubblica che " ci sono dei settori della società e della finanza che vogliono una politica debole"?
postato da: archeoproteo alle ore 09:15 | Permalink | commenti (1)
categoria:report, derivati, comune, regione, debiti