Assomiglia tanto a Gianni Agnelli. Fisicamente, quasi sospetto. Ma non parliamo di questo. Perchè Montezemolo, presidente di confindustria detta le regole elettorali?
Come è possibile che il presidente di Confindustria entri nel merito del welfare?
A cosa stiamo assistendo, all'arroccamento di chi dovrebbe essere per il liberismo, il libero mercato, la concorrenza, lo sviluppo, su posizioni di chiusura? In un paese costituito da caste, lobby e quant'altro, anche Confindustria non vuol esssere da meno, a quanto pare (lo è sempre stata). Probabilmente, anche a loro fa comodo ottenere finanziamenti statali, pubblici (alla faccia dell'imprenditoria) in previsione della finanziaria. Un inseguire sussidi, anzichè lanciare l'economia e il mercato. Che i nostri imprenditori siano un pò anomali, purtroppo non è così lampante. alcuni di loro hanno avuto successo, oltre per le capacità messe in campo, per il fatto che si sono confrontati con mercati privi di concorrenza; settori dove l'appoggio e il monopolio dello Stato (prima sedotto e poi abbandonato) hanno creato situazioni di stallo e arrichimento da parte solo di alcuni soggetti. Legalmente, o quantomeno sempre sul filo della legalità.
Il buon D'Alema, tanto zitto in questo periodo, tutte queste cose le sa, le dichiara sotto i baffi. Che i poteri forti dell'economia e della finanza esistano è risaputo; che questi poteri forti vogliano una politica, partiti, governi deboli è evidente, infatti meglio avere un governo bloccato, con numeri che non gli consentano di non fare nulla, che un governo che possa (e voglia) realmente attuare delle riforme. Eppure in realtà Montezemolo sta invitando i Poli a trovare un accordo, affinchè si attui una riforma seria sulla legge elettorale. Propone qual è il suo modello preferito, un mix d tedesco con un pizzico di francese! Aspettiamo le prossime dichiarazioni e il percorso della Finanziaria in Parlamento.
Come è possibile che il presidente di Confindustria entri nel merito del welfare?
A cosa stiamo assistendo, all'arroccamento di chi dovrebbe essere per il liberismo, il libero mercato, la concorrenza, lo sviluppo, su posizioni di chiusura? In un paese costituito da caste, lobby e quant'altro, anche Confindustria non vuol esssere da meno, a quanto pare (lo è sempre stata). Probabilmente, anche a loro fa comodo ottenere finanziamenti statali, pubblici (alla faccia dell'imprenditoria) in previsione della finanziaria. Un inseguire sussidi, anzichè lanciare l'economia e il mercato. Che i nostri imprenditori siano un pò anomali, purtroppo non è così lampante. alcuni di loro hanno avuto successo, oltre per le capacità messe in campo, per il fatto che si sono confrontati con mercati privi di concorrenza; settori dove l'appoggio e il monopolio dello Stato (prima sedotto e poi abbandonato) hanno creato situazioni di stallo e arrichimento da parte solo di alcuni soggetti. Legalmente, o quantomeno sempre sul filo della legalità.
Il buon D'Alema, tanto zitto in questo periodo, tutte queste cose le sa, le dichiara sotto i baffi. Che i poteri forti dell'economia e della finanza esistano è risaputo; che questi poteri forti vogliano una politica, partiti, governi deboli è evidente, infatti meglio avere un governo bloccato, con numeri che non gli consentano di non fare nulla, che un governo che possa (e voglia) realmente attuare delle riforme. Eppure in realtà Montezemolo sta invitando i Poli a trovare un accordo, affinchè si attui una riforma seria sulla legge elettorale. Propone qual è il suo modello preferito, un mix d tedesco con un pizzico di francese! Aspettiamo le prossime dichiarazioni e il percorso della Finanziaria in Parlamento.
postato da: archeoproteo alle ore 07:18 | Permalink | commenti
categoria:legge, montezemolo, confindustria, eletorale, walfare
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