domenica, 21 ottobre 2007
C'è poco da commentare, vi riporto le dichiarazioni del Ns Guardasigilli, riportate oggi dall'Ansa, intorno alle 19e53
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martedì, 09 ottobre 2007

L’egoismo sta alla base di ognuno di noi, soprattutto in Occidente. Come si spiegherebbe altrimenti questa miopia politica e la mancanza assoluta di lungimiranza dei sindacati?
Per accontentare una piccola parte ieri, hanno distrutto tutto ciò che può essere oggi e il domani.
E la cosa gli si ritorcerà contro, perché andando avanti così, chi rappresenteranno i sindacati? Si arroccheranno a difendere ancora i lavoratori di Alitalia  o Trenitalia. Bisogna dire che in Italia, oltre alle varie lobby acclarate, bisognerebbe inserire anche tutti quei gruppi “protetti dai sindacati” a completo discapito delle politiche economiche e lavorative rivolte alle categorie di giovani, che sono atipici.
La percezione che si ha è che sia un reale corto circuito di numeri. Il governo non è riuscito in nessun modo a invertire la rotta. Se il decreto legislativo 276 del 2003,e chissà si cita sempre come “la legge 30” che è una legge delega del parlamento e ancora di più erroneamente viene definita legge Biagi, in qualche modo può avere fornito l’abbrivio a una situazione stagnante, ciò non vuol dire che non sia migliorabile. Ma guai a dirlo. Però questo non deve essere un cavallo di battaglia della sinistra massimalista, perché il loro paradigma culturale, porterebbe a creare dei disagi ulteriori sul mercato del lavoro. Secondo me, che non sono nessuno, più che garantire un posto di lavoro intoccabile (i gruppi protetti) di cui sono noti i risultati, si dovrebbe garantire la dignità del lavoratore, la possibilità di muoversi su un mercato sempre più votato alla flessibilità e soprattutto con i giusti ammortizzatori sociali. Sfidiamo questi ottusi di imprenditori che non assumono: abbattiamo i costi del lavoratore, agevoliamo la possibilità di licenziamento (visto che a quanto pare li terrorizza mettersi in casa qualcuno che poi difficilmente si riesce a mandar via) e incentiviamo le assunzioni con la giusta tipologia di contratto “svernato” e non mediato dai sindacati.

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categoria:sindacati, legge, impresa, biagi, precari, walfare, atipici
domenica, 07 ottobre 2007
Assomiglia tanto a Gianni Agnelli. Fisicamente, quasi sospetto. Ma non parliamo di questo. Perchè Montezemolo, presidente di confindustria detta le regole elettorali?
Come è possibile che il presidente di Confindustria entri nel merito del welfare?
A cosa stiamo assistendo, all'arroccamento di chi dovrebbe essere per il liberismo, il libero mercato, la concorrenza, lo sviluppo, su posizioni di chiusura? In un paese costituito da caste, lobby e quant'altro, anche Confindustria non vuol esssere da meno, a quanto pare (lo è sempre stata). Probabilmente, anche a loro fa comodo ottenere finanziamenti statali, pubblici (alla faccia dell'imprenditoria) in previsione della finanziaria. Un inseguire sussidi, anzichè lanciare l'economia e il mercato. Che i nostri imprenditori siano un pò anomali, purtroppo non è così lampante. alcuni di loro hanno avuto successo, oltre per le capacità messe in campo, per il fatto che si sono confrontati con mercati privi di concorrenza; settori dove l'appoggio e il monopolio dello Stato (prima sedotto e poi abbandonato) hanno creato situazioni di stallo e arrichimento da parte solo di alcuni soggetti. Legalmente, o quantomeno sempre sul filo della legalità.
Il buon D'Alema, tanto zitto in questo periodo, tutte queste cose le sa, le dichiara sotto i baffi. Che i poteri forti dell'economia e della finanza esistano è risaputo; che questi poteri forti vogliano una politica, partiti, governi deboli è evidente, infatti meglio avere un governo bloccato, con numeri che non gli consentano di non fare nulla, che un governo che possa (e voglia) realmente attuare delle riforme. Eppure in realtà Montezemolo sta invitando i Poli a trovare un accordo, affinchè si attui una riforma seria sulla legge elettorale.  Propone qual è il suo modello preferito, un mix d tedesco con un pizzico di francese! Aspettiamo le prossime dichiarazioni e il percorso della Finanziaria in Parlamento.
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