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L’egoismo sta alla base di ognuno di noi, soprattutto in Occidente. Come si spiegherebbe altrimenti questa miopia politica e la mancanza assoluta di lungimiranza dei sindacati?
Per accontentare una piccola parte ieri, hanno distrutto tutto ciò che può essere oggi e il domani.
E la cosa gli si ritorcerà contro, perché andando avanti così, chi rappresenteranno i sindacati? Si arroccheranno a difendere ancora i lavoratori di Alitalia o Trenitalia. Bisogna dire che in Italia, oltre alle varie lobby acclarate, bisognerebbe inserire anche tutti quei gruppi “protetti dai sindacati” a completo discapito delle politiche economiche e lavorative rivolte alle categorie di giovani, che sono atipici.
La percezione che si ha è che sia un reale corto circuito di numeri. Il governo non è riuscito in nessun modo a invertire la rotta. Se il decreto legislativo 276 del 2003,e chissà si cita sempre come “la legge 30” che è una legge delega del parlamento e ancora di più erroneamente viene definita legge Biagi, in qualche modo può avere fornito l’abbrivio a una situazione stagnante, ciò non vuol dire che non sia migliorabile. Ma guai a dirlo. Però questo non deve essere un cavallo di battaglia della sinistra massimalista, perché il loro paradigma culturale, porterebbe a creare dei disagi ulteriori sul mercato del lavoro. Secondo me, che non sono nessuno, più che garantire un posto di lavoro intoccabile (i gruppi protetti) di cui sono noti i risultati, si dovrebbe garantire la dignità del lavoratore, la possibilità di muoversi su un mercato sempre più votato alla flessibilità e soprattutto con i giusti ammortizzatori sociali. Sfidiamo questi ottusi di imprenditori che non assumono: abbattiamo i costi del lavoratore, agevoliamo la possibilità di licenziamento (visto che a quanto pare li terrorizza mettersi in casa qualcuno che poi difficilmente si riesce a mandar via) e incentiviamo le assunzioni con la giusta tipologia di contratto “svernato” e non mediato dai sindacati.